Metodi per identificare l’acciaio inossidabile

Metodi per identificare l’acciaio inossidabile
settembre 24, 2018 Nitty-Gritty's Internal Website Administrator

Può succedere che, nei punti di immagazzinamento dell’acciaio inox, l’addetto al deposito si trova in grosse difficoltà nella scelta della lamiera da utilizzare perché due acciai potrebbero avere la stessa finitura superficiale e lo stesso colore ma appartengono a due famiglie diverse. Molto spesso, utilizzano il metodo magnetico per distinguere un AISI 430 da un AISI 304 o un AISI 316 :questo metodo è molto pericoloso perché se l’acciaio austenitico fosse soggetto a deformazioni plastiche, la microstruttura del reticolo cristallino dell’acciaio si trasforma, acquisendo proprietà magnetiche. In queste situazioni la probabilità di sbagliare è davvero alta e può portare a problematiche meccaniche e di resistenza a corrosione. Per evitare questi inconvenienti ci si affida a dispositivi elettrochimici o che utilizzano sofisticate strumentazioni a raggi X.

 

 

La piegatura dell’acciaio inox determina un cambiamento del reticolo cristallino, passando da amagnetico a magnetico

INOX TEST

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Inox Test è un dispositivo portatile prodotto da NITTY GRITTY in grado di riconoscere le diverse famiglie di acciai attraverso un sistema elettrochimico.

Il liquido elettrolitico scorre dal puntale (bianco) fino a bagnare una carta assorbente posizionata sulla superficie del metallo. Il puntale di massa (color oro) chiude il circuito elettrico generato dalle batterie interne al dispositivo. La conduzione elettrica favorisce la reazione tra il liquido elettrolitico (assorbito dalla carta) e la superficie dell’inox, producendo una macchia colorata.

A seconda del colore possiamo distinguere:

  • AISI 200: colore rosso
  • AISI 300 colore giallo. Per distinguere, le leghe contenenti molibdeno successivamente si utilizza un reagente chimico sulla macchia gialla. Se la colorazione vira da giallo a rosa, siamo in presenza di un acciaio inox contenente molibdeno (es. 316). Se la macchia gialla dovesse scomparire, siamo in presenza di un acciaio inox che non contiene molibdeno (304).

Per maggiori informazioni potete visitare la nostra pagina internet. All’interno troverete un piccolo video dimostrativo dettagliato.

I clienti scelgono questo dispositivo perché è:

  • leggero e portatile
  • Utilizza liquidi non pericolosi
  • Ha un costo molto competitivo
  • Un test non distruttivo
  • Coinvolge piccole aree superficiali

Impianto realizzato con acciai inossidabili 304 e 316

Fluorescenza a raggi x

La XRF è una tecnica di spettroscopia in emissione di raggi x che permette l’identificazione degli elementi chimici che sono presenti, o compongono, il campione esaminato. Tale tecnica permette quindi di stabilire la presenza di un determinato elemento e, utilizzando un’appropriata metodologia di misura e di analisi dei dati, stabilire la concentrazione di esso nel campione. L’analisi chimica in XRF si ottiene quindi registrando il fascio di RX secondario (di fluorescenza) prodottosi a valle dell’interazione del fascio di RX primario con il campione. Le lunghezze d’onda presenti nel fascio di RX di fluorescenza saranno «caratteristiche» degli elementi chimici presenti nel campione, e l’intensità di ogni singola lunghezza d’onda sarà proporzionale alla concentrazione dei relativi elementi. Per rendere l’analisi quantitativa sarà però necessario analizzare contestualmente degli standard di riferimento, cioè campioni a concentrazione nota per costruire opportune rette di calibrazione.  Ovviamente il passaggio da tecnica di analisi qualitativa a quella quantitativa non è automatico, questo può in effetti avvenire solo in particolari condizioni di lavoro. L’impiego dei raggi X nell’analisi dei materiali è dovuto in massima parte alla loro elevata penetrazione in molti materiali; nella generalità dei casi è infatti vero che, per ottenere, con un’indagine non distruttiva, informazioni analitiche o strutturali su di un campione, occorre che si verifichino contemporaneamente due fatti:

  1. la radiazione penetri sufficientemente nel campione in modo da attraversarlo o perlomeno da penetrare significativamente;
  2. la radiazione deve interagire con gli atomi del materiale in maniera sufficientemente frequente da permettere dall’esterno di osservare ciò che è avvenuto all’interno del campione.

Funzionamento della pistola a raggi X

Il dispositivo a Fluorescenza a raggi x:

  • Realizza prove non distruttive
  • Fornisce la percentuale delle sostanze contenute nel materiale
  • Costi elevati
  • Portatili ma ingombranti